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Mercoledì 25 maggio 21,00
Teatro Cantiere Florida
IISS Alessandro Volta presenta:
Gruppo teatrale Il Volta in
Romolo il grande
di Friedrich Durrenmatt
regia Vincenzo de Caro
Partecipanti e ruoli
ROMOLO AUGUSTO, IMPERATORE ROMANO D'OCCIDENTE - Raimondo Viernes
GIULIA, SUA MOGLIE - Maria Eugenia Carli
REA, SUA FIGLIA - Elisa Mangora
ZENONE ISAURICO, IMPERATORE ROMANO D'ORIENTE/ZANINA - Martina Cipriani
EMILIANO, PATRIZIO ROMANO - Alessandro Bricci
MARES, MINISTRO DELLA GUERRA - Sara Doneddu
TULLIO ROTONDO, MINISTRO DEGLI INTERNI - Chiara Mirabella
SPURIO TITO MAMMA, PREFETTO DELLA CAVALLERIA - Lapo Braccini
ACHILLE, CAMERIERE - Noemi Ancillotti
PIRAMO, CAMERIERE - Virginia Fanfani
APOLLIONE, ANTIQUARIO - Viriginia Corsini
CESARE RUPF, INDUSTRIALE - Niccolò Grilli
FILACENE, ATTORE - Dafne Borracci
ODOACRE, PRINCIPE DEI GERMANI - Federico Rademacher
TEODORICO, SUO NIPOTE - Alessandro Bricci
FOSFORIDES - Claudia Mazzanti
SULFURIDES - Irene Carotti
UN CUOCO - Sofia Sabattini
REGINA MADRE - Ferroni Matilde
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E’ stato l’ultimo imperatore di Roma: aveva 14 anni quando salì al trono e 15 quando ne fu deposto. Era un fantoccio nelle mani del padre generale Oreste e non ebbe mai alcun vero potere.
Fu deposto da Odoacre (primo re barbaro di Roma) che, dopo aver ucciso i suoi familiari, gli risparmiò la vita grazie alla sua giovane età e lo esiliò a Napoli, concedendogli un vitalizio.
Romolo Augustolo è celebre nei secoli per essere il simbolo della fine dell’Impero Romano d’Occidente.
Questi, brevemente, i fatti storici.
La versione teatrale di Dürrenmatt “è una commedia storica che non si attiene alla storia”) dove Romolo Augustolo viene presentato come un vecchio imperatore che passa il tempo ad allevare polli nella sua lussuosa villa campana (chiama le sue amate galline con i nomi dei più illustri imperatori romani), quando un giorno piomba un messaggero trafelato e sconvolto: è Spurio Tito Mamma, prefetto della cavalleria, che viene ad annunciare la disfatta delle legioni al comando del generale Oreste, sconfitte a Pavia dai germani, che ora sono alle porte di Roma. Ma Romolo Augusto più che a queste drammatiche notizie sembra interessato alle uova delle sue galline e alla svendita di ciò che resta del patrimonio dell'Impero, precipitato nel baratro della bancarotta.
In questa atmosfera da sfascio piomba Cesare Rupf, ricco e influente commerciante di origine germanica specializzato nell'ultima novità nella moda dell'impero: i pantaloni. Rupf offre la pace con Odoacre, principe dei germani, in cambio della mano della figlia di Romolo Augusto, la tormentata aspirante attrice Rea...
Romolo, che per vent'anni tutti hanno ritenuto un buffone, in realtà si rivela un giudice spietato della sua stessa civiltà: rifiutando la proposta di Rupf (se si deve contare solamente sul denaro di un fabbricante di calzoni per salvare l’impero dai germani, allora non ne vale neppure la pena), si erge a giudice dell'impero romano e lo condanna a morte a causa della sua corruzione, del sangue inutilmente versato, sia per cause di guerra sia per mero divertimento. Romolo troverà man forte in Odoacre, che, seppur dipinto in modo diverso, è anche lui un appassionato di polli e teme che il nipote Teodorico lo ucciderà per diventare un despota sanguinario.
Il testo dello scrittore svizzero è un invito alla riflessione, una sferzante denuncia contro tutte le tirannie e contro tutte le perversioni ad esse legate, un testo contro la guerra ambientato nel quinto secolo dopo Cristo, ma che mai come in questi giorni torna di particolare, raccapricciante, attualità.
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